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Venerdì 10/07/2026
a cura di AteneoWeb S.r.l.

Concordato Preventivo Biennale 2026-2027: le regole, la flat tax e il 'rischio' di una sottovalutazione del CPB

Il panorama della pianificazione fiscale per le imprese e i lavoratori autonomi in Italia รจ stato ridefinito in modo strutturale dalle dinamiche del Concordato Preventivo Biennale.

Regolato originariamente dal D.Lgs. n. 13/2024 e rimodulato nei suoi assetti operativi dagli interventi correttivi del D.Lgs. n. 81/2025 e del D.L. n. 38/2026, lo strumento si presenta per il biennio 2026-2027 come un passaggio cruciale per la gestione del rischio fiscale. 

L'istituto del CPB non si configura come un mero adempimento, bensì come un accordo bilaterale con il Fisco che mira a stabilizzare l'imposizione sul reddito d'impresa e di lavoro autonomo, offrendo in contropartita un pacchetto di tutele legali e amministrative di rilevante valore.

Quadro normativo e calendario delle scadenze 2026



Per il biennio 2026-2027, le finestre temporali per la valutazione e la formalizzazione dell'accordo hanno subito variazioni rispetto alla disciplina originaria. Il Decreto Legge n. 38/2026 ha infatti differito il termine perentorio per l'accettazione della proposta formulata dall'Amministrazione Finanziaria al 31 ottobre 2026 (ovvero l'ultimo giorno del decimo mese successivo alla chiusura del periodo d'imposta per i soggetti con esercizio non coincidente con l'anno solare).

L'elaborazione dei dati poggia sull'infrastruttura tecnologica fornita dal software ufficiale "Il tuo ISA 2026 CPB", reso disponibile dall'Agenzia Entrate a seguito del Decreto Ministeriale dell'11 maggio 2026. Attraverso questo applicativo, i contribuenti e i loro intermediari possono quantificare in tempo reale la proposta di reddito concordato e procedere alla trasmissione telematica contestualmente alla presentazione del modello REDDITI 2026.

La metodologia di calcolo e i correttivi di mitigazione



La formulazione del reddito proposto dal Fisco risponde a un algoritmo standardizzato che elabora i dati storici del contribuente (con focus sul triennio precedente per valutarne la stabilità operativa) e li proietta nel biennio di riferimento applicando parametri macroeconomici di rivalutazione. Per gli anni 2026 e 2027, l'algoritmo assume come base di partenza le stime di crescita nominale del PIL, fissate rispettivamente al 2,7% e al 2,5%.

Al fine di favorire la transizione verso la piena conformità e attenuare l'impatto finanziario immediato dell'accordo, la normativa prevede importanti meccanismi di riduzione:
  • abbattimento dell'incremento: l'eventuale maggior reddito calcolato dall'Agenzia Entrate per il 2026 rispetto a quanto dichiarato nel 2025 viene abbattuto e considerato esclusivamente nella misura del 50%. Tale riduzione si applica sia ai fini delle imposte sui redditi sia ai fini IRAP;
  • correttivi per eventi straordinari: In presenza di circostanze eccezionali (quali crisi di mercato connesse al quadro geopolitico, danni strutturali o contrazioni di attività), sono previste riduzioni proporzionali della proposta pari al 10%, 20% o 30% in base ai giorni di sospensione dell'attività (rispettivamente per finestre comprese tra 30 e 60 giorni, tra 60 e 120 giorni, o superiori a 120 giorni).


Dal calcolo della base imponibile concordata restano strutturalmente esclusi i componenti reddituali straordinari, come plusvalenze, minusvalenze, sopravvenienze attive o passive e le perdite su crediti, che continuano a seguire le regole della tassazione ordinaria.

Il regime della tassazione sostitutiva e il tetto del D.Lgs. 81/2025



L'attrattiva economica principale del regime risiede nella possibilità di assoggettare la quota di reddito incrementale concordata (la differenza tra il reddito proposto dal Fisco e quello di riferimento del 2025) a un'imposta sostitutiva con aliquote agevolate. Tali aliquote sono parametrate in modo inversamente proporzionale al livello di affidabilità fiscale determinato dagli indici ISA:
Punteggio ISA Conseguito Aliquota Imposta Sostitutiva sull'Extrareddito
Punteggio ISA ≥ 8 10%
Punteggio ISA ≥ 6 e < 8 12%
Punteggio ISA < 6 15%



Un vincolo stringente, introdotto dal D.Lgs. n. 81/2025, stabilisce che l'applicazione di queste aliquote ridotte trovi un limite massimo invalicabile fissato a 85.000 euro di extrareddito. La quota eccedente tale soglia viene ricondotta alla tassazione ordinaria progressiva (43%).

Condizioni di accesso e cause di decadenza



L'accesso alla procedura esige la regolarità nei confronti dei debiti fiscali e previdenziali, la cui situazione viene cristallizzata alla data del 31 dicembre 2025. La presenza di debiti definitivamente accertati per un ammontare pari o superiore a 5.000 euro, non sospesi o non inseriti in piani di rateazione regolari, opera come causa ostativa all'ingresso.

La stabilità dell'accordo nel corso del biennio è subordinata al rispetto degli obblighi formali e di versamento. Come evidenziato dalla prassi ministeriale, l'emersione di anomalie gravi o il mancato pagamento delle somme dovute a seguito di controlli automatizzati (avvisi bonari) entro il termine perentorio di 60 giorni determina l'immediata risoluzione del patto, facendo decadere retroattivamente gli effetti premiali.

Il valore strategico dell'adesione e il "costo" dell'inerzia



Sebbene l'adesione al CPB mantenga una natura strettamente volontaria, la mancata valutazione tecnica dei suoi benefici non può essere considerata una scelta priva di riflessi economici. In un contesto economico orientato alla stabilità decisionale, l'inerzia o il rifiuto aprioristico della proposta del Fisco configurano un costo opportunità reale, quantificabile attraverso tre distinti fattori penalizzanti.

1. Il costo dell'asimmetria fiscale



In uno scenario di crescita economica dell'impresa o dello studio professionale, la mancata adesione comporta la rinuncia totale al regime della flat tax sull'extrareddito. Ogni euro di profitto conseguito in eccedenza rispetto ai parametri storici non sarà protetto dall'aliquota sostitutiva agevolata (10%-15%), ma subirà l'imposizione ordinaria progressiva IRPEF (con aliquote marginali che raggiungono il 43% oltre alle addizionali locali) o IRES. Questo differenziale d'imposta rappresenta un esborso monetario diretto e non recuperabile.

2. Esposizione al rischio "ispettivo" ed esclusione dalle tutele



L'accettazione della proposta d'intesa conferisce ex lege il diritto d'accesso al regime premiale ISA. Al contrario, i contribuenti non concordatari restano pienamente esposti alle strategie di controllo selettivo della Guardia di Finanza e dell'Agenzia Entrate. L'Amministrazione Finanziaria tende a concentrare la propria capacità ispettiva e le verifiche analitico-presuntive prioritariamente sui soggetti che scelgono di non stabilizzare la propria posizione, aumentando i costi indiretti connessi alla gestione di eventuali contenziosi e alla consulenza difensiva.

3. Perdita della prevedibilità finanziaria e dei benefici di cassa



L'adesione permette di conoscere in anticipo l'esatto carico fiscale erariale del biennio, consentendo una pianificazione ottimale dei flussi di cassa e degli investimenti aziendali. Rinunciare a tale strumento priva l'azienda di questa certezza gestionale. Inoltre, la mancata adesione comporta la perdita di importanti semplificazioni finanziarie, tra cui la riduzione dei termini di decadenza per gli accertamenti e l'esonero dal visto di conformità per la compensazione dei crediti fiscali, rallentando la disponibilità di liquidità interna.


Per supportare professionisti e contribuenti nella valutazione della convenienza economica dell’adesione al Concordato preventivo biennale 2026-2027, è disponibile il software Concordato preventivo biennale persone fisiche 2026-2027, in versione Excel e Cloud, pensato per simulare gli effetti dell’adesione e confrontare il carico fiscale derivante dal concordato con quello conseguente alla tassazione ordinaria per le persone fisiche titolari di partita IVA individuale.
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